Grazie a Maurizio Barcaro, che gestisce una scuola ad Haiti da tempo sostenuta da Obiettivo Solidarietà, veniamo regolarmente aggiornati sulla situazione socio-economica dell'isola che viene spesso trascurata dai media occidentali.

La sua consueta lettera di auguri natalizi, già inviata ai 35 colleghi che sostengono il suo progetto tramite Obiettivo Solidarietà, contiene quest'anno qualche timido accenno di speranza, motivato dalla recente risoluzione ONU che dovrebbe permettere di contrastare le bande di criminali che terrorizzano le città e hanno paralizzato l'economia del paese.

Dopo parecchi mesi veramente terribili in cui Maurizio stesso era costretto a restare chiuso dentro la sua missione per timore di essere rapito, ora è riuscito ad avviare l'anno scolastico per 4.000 bambini e ragazzi che frequentano le sue scuole a Port-au-Prince e a Jeremie. Rispetto ai mesi scorsi, gli sembra un miracolo aver potuto riavviare le attività, ma pensa che il fatto che nella capitale non ci siano più scontri armati fra bande sia dovuto soprattutto ad una stabilizzazione dei rapporti di forza fra esse.

A novembre ha comunque riattivato i corsi di cucito, artigianato e informatica e continua a sostenere 29 anziani abbandonati o di famiglie molto povere, che abitano da anni presso la Missione.

Come tutti gli anni, i ragazzi della scuola ci hanno inviato varie foto con i loro auguri per un Buon Natale e un felice 2026.

 

 

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