
Lunedì 7 settembre è iniziato un nuovo anno scolastico a Port-au-Prince, in Haiti, in un contesto economico e sociale ancora drammaticamente segnato dalla crisi che da anni attraversa il Paese.
Maurizio Barcaro, missionario laico che da molti anni gestisce una scuola nella capitale haitiana, ci racconta attraverso una sua recente lettera (che potete leggere cliccando qui) le difficili condizioni in cui bambini, ragazzi e famiglie si trovano a vivere.
Dal 2019, scrive Maurizio, la situazione nella capitale è andata incontro a «un lento degrado senza apparente fine: regna anarchia pura e la povera gente vive un vero e proprio inferno, con nessuna speranza di un cambiamento all’orizzonte».
Eppure, anche in una realtà così difficile, emerge una straordinaria capacità di resistenza e di speranza. «La capacità di sopravvivere e non cadere in disperazione degli Haitiani è incredibile», sottolinea Maurizio.
È proprio questa forza che continua a sostenere il suo impegno quotidiano. Anche quest’anno la scuola ha riaperto le sue porte, offrendo a bambini e ragazzi non solo la possibilità di studiare, ma anche un pasto, un aiuto concreto e soprattutto un luogo sicuro in cui crescere.
All’interno della struttura trovano accoglienza anche alcune persone anziane, in un’esperienza di solidarietà che abbraccia così diverse generazioni.
In un Paese dove la vita quotidiana è ancora segnata da povertà, insicurezza e profonde difficoltà, continuare a garantire istruzione, cibo e accoglienza significa non arrendersi. Significa continuare a credere che, anche nelle situazioni più drammatiche, sia possibile costruire ogni giorno piccoli segni di speranza.
La testimonianza di Maurizio ci ricorda quanto sia importante sostenere questo impegno e non lasciare soli quanti, ad Haiti, continuano a guardare al futuro con coraggio.
