Giovedì 30 luglio 2015, presso il MAIS, abbiamo incontrato Roberto Grimaldi, in ottima forma dopo la sua missione in Madagascar per seguire una nuova tranche dei lavori alla Fattoria. Evidentemente il Madagascar fa proprio bene!!

Roberto è un ingegnere volontario che, tempo fa, ha letto un articolo del MAIS relativo al progetto in Madagascar e se ne è entusiasmato: da due anni va sul posto (a spese proprie) per trasmettere la sua esperienza in materia di sfruttamento dell'energia solare. Ora collabora a tutto tondo con il referente MAIS Jean François Ratsimbazafy per il buon andamento della Fattoria Biologica.

Ecco cosa ci ha raccontato:

Iniziamo con le mucche: le quattro mucche finanziate con la Rete del Dono sono state acquistate e attualmente sono ancora parcheggiate presso i Fratelli Maristi in attesa che i lavori della stalla e della recinzione siano finiti.
A lavori terminati, saranno trasferite alla Fattoria, dove François conta di poter aggiungere anche un paio di zebù femmina per garantire continuità alle tradizioni malgasce.


Sempre nell’ambito dell'allevamento, François ha acquistato dei maiali da distribuire alle varie famiglie, con l’impegno da parte loro di restituire un maialino alla Cooperativa alla fine dell’anno. La decisione è stata presa dietro espressa richiesta dei contadini stessi.

La recinzione è nella sua fase finale: la base in muratura e i pali di metallo sono stati sistemati, in questi giorni verrà stesa la rete. Per quanto riguarda il sistema di allarme, invece, François non riceverà il finanziamento che sperava di ottenere dalla LIFE LINE, per cui dovremo provvedere in maniera diversa.
François pensava anche ad un sistema di video sorveglianza interno al magazzino, che potrebbe essere un valido deterrente visto che a volte sono spariti degli attrezzi.

E’ stato assunto un nuovo custode, una persona fidata che François conosceva già dai tempi del suo lavoro presso le scuole mariste. Abita nella fattoria dal lunedì al venerdì garantendo la sorveglianza giorno e notte, mentre il sabato e la domenica il suo posto è preso a turno dai contadini.

Roberto ci ha detto di aver trovato un buon clima tra i contadini rimasti (dal centinaio iniziale sono scesi a una trentina, i più convinti e determinati). Li ha visti collaborare attivamente e volentieri ai vari lavori di spostamento pietre per la fossa settica, al livellamento del terreno ecc.

Una parte dei campi è stata sistemata a terrazze perché le piogge violente di quest’anno avevano portato via terra e semi.
Questo stesso tipo di lavoro è stato fatto anche a una cinquantina di km da Antsirabe, su un terreno dato in uso alla Tsinjo Lavitra da una signora del posto.
Là si è spostato un gruppo di 10/15 contadini della Cooperativa guidati da un esperto di terrazzamenti.

Ai contadini viene pagato vitto e alloggio e la paga regolare di €1 al giorno.
La cosa ha fatto storcere il naso ai datori di lavoro della zona, che sono abituati a pagare impunemente gli operai non più di 0,50€ al giorno…

La produzione di compost va avanti a pieno ritmo, come pure quella delle brichette da riscaldamento.
E’ ripresa anche la produzione di mattoni da costruzione che sfrutta la terra argillosa di una porzione dei campi.

La vera sorpresa è stato il BUSINESS delle ricariche: sfruttando la disponibilità di energia elettrica, sono stati predisposti dei quadri con varie prese per ricaricare i cellulari!!!! c’è molta richiesta tra gli abitanti della zona.
Il prezzo è 100Ar a ricarica. Uno dei ragazzi, visto il successone, aveva pensato subito di raddoppiare la tariffa, ma François l’ha bloccato!

Nell’edificio principale sono stati completati i 2 bagni con doccia.

I ragazzi della casa famiglia che già un paio di anni fa avevano partecipato attivamente all’installazione dei pannelli solari, hanno eseguito i lavori con molta passione e cura, sotto la guida attenta di Roberto.

Adesso rimangono da pavimentare le due stanze al piano terra con le mattonelle in cotto che una ditta locale sta preparando per François e ci sono da sostituire le porte di bassa qualità che erano state messe inizialmente, ma che sono durate poco. Verranno montate delle porte più robuste. Una volta sistemati pavimenti e porte, l’edificio principale sarà pronto per la sua funzione di accoglienza. Oltre al piano terra è a disposizione degli ospiti anche il piano superiore. Rustico ma funzionale.

Visto che il tempo c’era, Roberto ha guidato i ragazzi anche nel montaggio dei pannelli termici sul tetto della Casa di accoglienza Tsinjo Lavitra, in città. Adesso due delle sette docce a disposizione degli ospiti della casa hanno l’acqua calda!

Roberto ci ha ricordato che in futuro i bagni della Casa di accoglienza saranno da rifare perché l’impianto non è in buono stato.
Potrebbero occuparsene direttamente Gladys, Bertrand e gli altri ragazzi che hanno ricevuto da Roberto in questi anni la formazione come elettricisti, muratori, idraulici, piastrellisti e installatori di pannelli termici.
Anzi, visti i loro progressi, loro stessi hanno chiesto a Roberto e al Mais un attestato che li possa introdurre più facilmente nel mondo del lavoro. François preparerà il testo e Mais Onlus invierà l’attestato.

Ma la formazione di questi ragazzi potrebbe dare l’avvio anche ad un’altra iniziativa importante: l’idea è quella di costituire un’impresa artigiana di piccole ristrutturazioni, facendosi pubblicità tra le famiglie della classe media di Antsirabe.
Roberto sostiene che c’è una buona domanda di artigiani qualificati in questo settore, ma sono molto difficili da trovare ad Antsirabe, Anche per acquistare dei buoni materiali (colla, materiale per intonaco, pannelli termici, ricambi idraulici ed elettrici, sanitari, ecc) è necessario arrivare fino a Tana, a 300 km di distanza.

Noi potremmo aiutare questi ragazzi in questo modo:

  • fornirli di attrezzatura di buona qualità (in parte ce l’hanno già, è quella utilizzata per i lavori alla Fattoria) magari contattando ditte del settore (BOSCH, ad esempio) che potrebbero essere disposte ad aiutarci per farsi un po’ di pubblicità;
  • cercare contatti con ditte italiane produttrici di pannelli termici e - come sopra - provare ad avere facilitazioni per farne arrivare una decina in Madagascar. Roberto proverà nelle prossime settimane a contattarne qualcuna;
  • finanziare l’avviamento della loro attività col sistema del microcredito (tramite la Tsinjo Lavitra) con l’impegno alla restituzione o al reinvestimento della somma prestata.

Roberto dice che sono ancora un po’ carenti nella parte teorica per potersi relazionare meglio con i clienti, ma si può rimediare.

L’attività della panetteria, ospitata fino a qualche mese fa nell’edificio principale, attualmente è ferma. Le due stanze occupate erano quelle da ripavimentare, quindi al momento sono inagibili. François sta pensando comunque di riformulare il progetto. La sede attuale non è adatta perché l’edificio principale della Fattoria avrà una funzione soprattutto di accoglienza e ritrovo. Si potrebbe pensare a dedicare alla panetteria un altro spazio della fattoria.

Inoltre François conta di poter usare le brichette combustibili (argilla, sterco di zebù, scarti vegetali) al posto del gas che hanno utilizzato fino ad ora.

Per far questo ci sarà bisogno di un forno apposito, ma di questo parleremo più in là.

Per finire: la Fattoria ha ricevuto la visita di un candidato aspirante sindaco (a settembre ci sono le elezioni amministrative ad Antsirabe) che ha portato i suoi collaboratori a vedere il progetto agricolo, presentandolo come un esempio da replicare.

E’ stato in questa occasione che le signore presenti, appartenenti alla classe media della città, hanno apprezzato la qualità del lavoro svolto dai ragazzi nella ristrutturazione degli edifici della Fattoria.

Vi assicuro che quando penso a com’era la Fattoria nell’ottobre 2004 e poi vedo le ultime foto…. mi viene una vertigine!

E’ proprio vero che se si è in tanti a sognare i sogni diventano realtà.

L’importante è sognare con le persone giuste ; )

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