Cari sostenitori,
come per gli anni trascorsi, anche se con qualche ritardo, voglio darvi qualche aggiornamento sul progetto che sostenete ad integrazione di quelle che potete trovare sul sito de Il Fiore del deserto (www.ilfioredeldeserto.it) e in particolare su quello che seguo più direttamente.

Nel 2015 il progetto più recente avviato, e al quale lavoro, è “Coltivare il futuro” un progetto che tende a creare opportunità di lavoro e integrazione sul terreno che, come forse avrete letto nelle notizie della CSR, la Cassa ha concesso in comodato gratuito a Il Fiore.


Il progetto è volto a valorizzare un tratto di campagna romana molto bella sul piano paesaggistico che è rimasta incolta per decenni. L’area è di circa sette ettari e la si vuol recuperare per fare agricoltura sociale creando opportunità di lavoro per persone svantaggiate nonché attività di accoglienza con attività riabilitative per persone portatrici di differenti abilità.
E’ un progetto impegnativo che progressivamente dovrebbe consentire la coltivazione di alberi da frutto, ortaggi, la messa a disposizione di un’area picnic attrezzata, la gestione di arnie e l’attivazione di 50 orti urbani.

Il primo anno l’attività è stata limitata in quanto si sono dovuti affrontare alcuni problemi strutturali:
  • La pulizia e messa in sicurezza dell’area, incolta o adibita a pascolo abusivo, con la eliminazione di erbacce e creazione di solchi di protezione;
  • la ricerca di una falda acquifera e l’attivazione di un pozzo che stanti i forti vincoli paesaggistici non è stato facile attivare;
  • l’attivazione di una utenza elettrica che ha trovato fino ai giorni scorsi una forte opposizione da parte dei “vicini”, che dovevano dare l’autorizzazione al passaggio della linea adduttrice, che con il progetto hanno perso un’area utilizzata anche per discarica.
Si sono comunque anche avviate le prime attività con l’installazione di 15 arnie ed effettuata la semina di patate e cipolle su una partizione del fondo, unica coltura possibile in assenza di disponibilità idrica; i costi vivi per le arnie e la semina sono stati di circa 4.000 euro.
Tutte queste attività sono state condotte, con la supervisione di un operatore dell’Associazione, da persone svantaggiate (profughi, donne della tratta, minori con disturbi fisici e mentali) che sono seguite da Il Fiore o con accoglienza fissa in residenza o inserite in progetti di semi-autonomia o di sostegno.
In molti casi le famiglie delle persone seguite hanno richiesto la disponibilità di ulteriori iniziative che trovano una limitazione sia nella indisponibilità di risorse per l’assistenza sia nella indisponibilità sul fondo di una struttura ricettiva con i servizi essenziali: servizi igienici e di preparazione pasti.
Con l’avvio del pozzo si procederà alla predisposizione dell’area destinata alle attività di orti urbani, area picnic e del boschetto preordinato all’allargamento dell’attività di apicoltura.

Al fine del pieno rispetto dei vincoli ambientali che ricadono sul terreno e della finalità del progetto di cura del paesaggio le delimitazioni di queste aree saranno operate non con impianti fissi ma con arbusti e piante aromatiche con una spesa preventivata di circa 5.000 euro considerato che l’attività di piantumazione non può essere affidata alle sole persone seguite dall’Associazione ma necessita del supporto di personale esperto.
A partire da settembre si procederà alla piantumazione di una porzione a frutteto, con un ulteriore investimento di circa 8/10.000 euro, con l’auspicabile attesa che nell’arco di 24 mesi si abbia il primo raccolto.
Ad oggi l’unica produzione è il miele, riveniente dalle arnie, e le patate e cipolle, in fase di crescita.

Ingresso fondo
Si stanno poi ricercando le modalità per attivare sul fondo una struttura ricettiva minimale sia per un eventuale guardiania sia per assicurare i servizi igienici fondamentali.

La costruzione di questa struttura si scontra, al di là delle problematiche di costo di una associazione senza fine di lucro, con le normative paesaggistiche che ricadono sul terreno.
Dopo un esame di fattibilità da parte di un architetto volontario, socio della Cassa, si è accertata  la possibilità di edificare una struttura abitativa in legno di circa 70 mq di cui sono all’esame i costi di progetto (intorno ai 50.000 euro) e costruzione e le modalità di finanziamento. A tal fine si sta valutando anche una operazione di crowdfunding su una piattaforma dedicata a queste attività a fini sociali.

Un’interessante novità per il progetto nel suo complesso è la messa a disposizione del Comune di Roma, con un canone “ragionevole”, di un locale (18 mq) in via Lambro (zona corso Trieste) in cui l’associazione potrà svolgere attività di vendita e somministrazione. Nell’immediato, e nelle more di un piano di lavoro, si venderà il miele, che ha certificazione biologica, e gli ortaggi oggi prodotti su una porzione agricola all’interno della struttura di accoglienza de Il Fiore cui si aggiungeranno la produzione del fondo Pratolungo.

Coltivazioni
Nell’autunno si spera di avviare l’attività di orti urbani; si conta di offrire 50 unità da circa 50 mq con un rimborso spese di 30 euro; dieci unità saranno invece riservate gratuitamente a famiglie in cui l’attività agricola sia volta a favore di persone in difficoltà.

Nel corso dell’anno hanno prestato attività retribuita per questo progetto due elementi, un profugo somalo e un giovane con svantaggio sociale maliano.
I progetti di semina sono stati curati da 10 elementi seguiti dall’Associazione nei suoi progetti di sostegno a persone con difficoltà.
Con l’avvio del punto vendita si spera di integrare nel progetto con contratti part-time 4 ragazze seguite da tempo dall’associazione e con l’avvio degli orti urbani, presumibilmente nell’autunno, si pensa di consolidare l’attività dei due elementi a contratto.
Non appena l’attività si consoliderà faremo una festa di presentazione dell’area a cui sarete tutti invitati cosi come vi avviserò dell’avvio degli orti urbani, laddove foste interessati.
Nel frattempo vi invito a far conoscere il progetto e se volete dare un contributo straordinario per aiutare l’avvio della piantumazione degli alberi il conto corrente dedicato è aperto presso la CSR a nome de Il fiore del deserto e l’IBAN è IT39V0582403207000070028868.

Un caro saluto

Mimmo Gammaldi


 

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