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Report delle attività giugno 2005 - febbraio 2006

INTEGRATED COMMUNITY DEVELOPMENT PROGRAM
AT PALLE THALLAPALLAM VILLAGE, MACHELIPATNAM A.P. INDIA

 

10 mesi di “speranza”

Dall’inizio delle attività nel villaggio di Palle Thallapalam molti sono i risultati ottenuti dalle Missionarie dell’Immacolata anche grazie agli aiuti concessi dall’Associazione amici della Banca d’Italia, nell’ambito del progetto “Speranza dopo la tempesta”.

A sei mesi di distanza dallo Tsunami anche solo individuare delle priorità nel processo di ricostruzione del Villaggio poteva sembrare compito arduo.
Si è deciso allora di partire dalle esigenze primarie di ogni comunità: acqua, lavoro, scuola, edilizia.
Ed è lungo queste direttrici che si articola il progetto portato avanti dalle missionarie e da noi sostenuto. E sempre lungo queste direttrici proviamo a raccontarvi la storia dei successi (molti) e degli insuccessi (pochi) di questi primi dieci mesi di “Speranza dopo la tempesta”.

Tutte le attività sono seguite sul posto dal “social worker”, un supervisore locale, il Sig.Anjaiah, nominato allo scopo dalle missionarie sin dall’inizio del programma.

 

L’acqua

La disponibilità di acqua potabile è stata considerata da subito la prima necessità: fin dall’avvio del progetto, a giugno del 2005, in due diversi punti del villaggio sono stati scavati due pozzi. Al momento sono state impiantate delle pompe a mano, ma in futuro è prevista l’installazione di motori di estrazione e di contenitori da 5000 litri, per rendere più agevole l’utilizzo dei pozzi.

Il costo dei pozzi è stato di 90450 rupie. La popolazione, specialmente le donne, è entusiasta della sopraggiunta disponibilità di acqua – anche se un po’ salata – ed i pozzi sono sempre affollatissimi.

 

Il lavoro

Su questo fronte gli interventi sono stati assai articolati e tesi a ricostruire il tessuto di attività primarie che caratterizzavano il villaggio prima dello Tsunami, vale a dire essenzialmente attività di pesca e sviluppo di allevamento e orticultura.

Per quanto riguarda la pesca, essa è stata la prima attività ad essere riavviata. Alcuni interventi, antecedenti la stipula dell’accordo tra le missionarie e la nostra associazione hanno interessato l’acquisto di 150 reti da pesca individuali, materiale vario e 4 imbarcazioni leggere. La formula utilizzata è quella del prestito a due anni senza interessi. Le somme di volta in volta restituite sono di nuovo rese disponibili per investimenti nella pesca o negli altri due settori.

Nel mese di settembre una barca a motore è stata acquistata per un gruppo di cinque pescatori. tale imbarcazione consente l’utilizzo di grandi reti da pesca. Tuttavia nei mesi autunnali l’abbattersi continuo di piogge e cicloni ha spesso impedito o comunque ostacolato fortemente l’attività. Ad ogni modo, oggi, questo tipo di pesca procura grandi quantità di pesce e lavoro sia per uomini che per donne.

Per quanto riguarda l’agricoltura, nel mese di settembre si sono tenuti incontri con uomini e donne durante i quali è stato calcolato che vi sono complessivamente 37 acri di terreno disponibile per la coltivazione dei cereali, per l’impiego stabile di 22 persone. Delle 7000 rupie per acro, necessarie per l’attività nel suo complesso, subito è stata concessa la parte relativa all’acquisto dei semi, successivamente è stata resa disponibile la somma necessaria per l’acquisto dei fertilizzanti e pesticidi.

Con riferimento ai programmati incontri con le donne in materia di lavori agricoli, esse hanno deciso di organizzarsi in due gruppi. Fin da settembre hanno avviato due conti correnti presso la Canera Bank di Pallethallapalem e hanno iniziato a versare 30 rupie ciascuna ogni mese.

Purtroppo talvolta gli sforzi profusi non danno i risultati sperati. Il mese di ottobre è stato un mese di calamità naturali: piogge torrenziali e venti ciclonici hanno costretto la popolazione nelle proprie case ritardando tutte le attività programmate: la pesca è stata interrotta, i lavori per la costruzione di case e del Centro per la Comunità rinviate. Ma a soffrirne maggiormente è stato proprio il settore agricolo. Dai report che le missionarie ci inviano mensilmente si legge: “è veramente triste vedere i campi di cereali spazzati via dalle acque. Abbiamo prestato soldi alla popolazione ma questa non otterrà nulla dai propri campi. Abbiamo provveduto ad organizzare i contadini e spinto loro ad avanzare richiesta al Governo per richiedere un risarcimento per il raccolto perduto. L’inchiesta del Governo è stata completata e ogni coltivatore dovrebbe ricevere 700 rupie per acro”. A causa delle grandi piogge dell’autunno la semina è stata così ritardata e questo ha danneggiato il raccolto, perché successivamente l’acqua scarseggia. I risultato è stato, in febbraio, un raccolto molto scarso, nonostante gli sforzi.

Per fortuna, meglio è andata a coloro che hanno chiesto fondi per l’acquisto di animali da latte: conducono le proprie attività, cercando di vivere un’esistenza serena.

A conferma del circolo virtuoso che si può instaurare a partire da una piccolo aiuto iniziale, le missionarie ci comunicano che “le donne che avevano preso piccoli prestiti per iniziare un’attività di impresa stanno ripagando il debito e prendendo di nuovo a prestito con il principio della rotazione”. Inoltre, “quasi tutte le donne stanno depositando piccoli risparmi presso la banca, da utilizzare come fonte di finanziamento per prestiti a basso interesse”.

Altri interventi più piccoli hanno riguardato l’acquisto di una macchina cucitrice è per una giovane donna che ha appena terminato il suo apprendistato di sartoria. Ciò la fa sentire fiduciosa verso la vita e sulle sue possibilità di realizzazione. L’indipendenza economica rende le donne forti e in grado di gestire la propria vita e la famiglia.

Una bicicletta è stata acquistata per agevolare gli spostamenti del supervisore.

 

La scuola e l’educazione

Il primo intervento del supervisore è stato quello di censire gli studenti bisognosi di sostegno economico per la frequenza della scuola e dell’università.

A 250 studenti bisognosi sono stati comprati quaderni e altro materiale per 37392 rupie. Le missionarie raccontano che il 16 luglio, al momento della distribuzione del materiale ai ragazzi, gli anziani, i bambini e tutta la popolazione erano radunati davanti al tempio: gli insegnati sono giunti, ciascuno con i rispettivi studenti, e la distribuzione ha avuto luogo serenamente. I genitori e gli anziani erano colmi di ammirazione e gratitudine per l’aiuto dato ai loro figli.

20 ragazzi che frequentano l’università hanno ricevuto il materiale didattico. A 3 ragazze e un ragazzo particolarmente bisognosi, è stato garantito il pagamento della retta con 25000 rupie.

Due ragazze di quinta classe sono state ammesse al collegio di Gudivada: vista la situazione di particolare bisogno si è provveduto all’acquisto di valigie, vestiti e tutto quanto necessario per andare in collegio.

A tutti i bambini della scuola elementare sono stati dati due vestiti nuovi e l’uniforme, e lo stesso per i bimbi della scuola materna. Per tutto questo sono state spese 36558 rupie.

Agli insegnanti sono stati consegnati scrivanie, tavoli e tutto il necessario per svolgere il loro compito.

In ottobre tre giovani donne del villaggio sono state ammesse al corso per infermiera a domicilio a Machelipatnam. Due di esse, in gennaio, completato il corso, hanno fatto ritorno al villaggio. Ora sono in grado di fornire assistenza di pronto soccorso con il kit a loro assegnato dall’istituto.

I ragazzi della scuola sono ora impegnati nella preparazione degli esami di fine anno. Per questo sono state organizzate in febbraio delle giornate di orientamento per poterli aiutare a superare questa prova.

 

La ricostruzione e l’edilizia

Due i principali interventi nel campo dell’edilizia, in questi primi dieci mesi di attività. Anzitutto è stato costruito il Centro per la Comunità, tra mille difficoltà iniziali, dovute alle pessime condizioni climatiche dell’ultimo autunno e, una volta iniziati i lavori, alla natura del terreno, ricco di sabbia e acqua. La costruzione oggi è quasi ultimata!

Oggi, pertanto, il villaggio ha un suo centro di aggregazione, di importanza essenziale per il rafforzamento dell’identità collettiva della popolazione del villaggio. La costruzione è all’ingresso del villaggio ed è di aspetto molto elegante. Suor Vandana Msi e Suor Lorenza Calcagni, ci testimoniano come sia “una benedizione per la gente del villaggio avere un Centro per la Comunità così bello e spazioso dove incontrarsi. La popolazione è molto felice per questo dono ricevuto per commemorare lo Tsunami del 2004”.

Sul fronte dei costi, si nota come le spese di costruzione sono andate oltre le attese a causa dell’incremento del costo di materie prime quali ferro, cemento, sabbia, pietra, ecc. Anche la disponibilità di acqua per le attività di costruzione è stata a lungo un problema. Ma oggi la soddisfazione è grande.

E’ inoltre iniziata in febbraio la costruzione di 16 caseper le famiglie più povere del villaggio in collaborazione con il Governo, che ha dato un sussidio di 25000 rupie. Ad un giovane del villaggio è stato assegnato il compito di sovrintendere alle forniture di materie prime: egli controlla la qualità delle forniture, sigla le ricevute e verifica che i materiali raggiungano effettivamente la famiglia beneficiaria. Rende inoltre conto delle attività alla sorella che si reca in visita al villaggio quotidianamente.

 

Programmi per l’immediato futuro

Oltre al completamento della costruzione delle 16 case e del Centro per la Comunità, è previsto l’avvio della costruzione di case per la popolazione povera delle zone esterne al villaggio, che beneficerà anch’essa di un sussidio di 25000 rupie dal Governo.

Nelle parole delle sorelle “la popolazione è molto riconoscente verso i benefattori perché la generosità dimostrata in modo così tempestivo fa la differenza nella loro vita. Grazie a tutti i benefattori”.

Per tutti noi queste parole sono un compenso più che sufficiente.

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